INTO ETERNAL SLEEP – KRIS KUKSI

Kris Kuski

Born in Missouri and raised in Kansas, Kris Kuksi spent his youth immersed in a rural isolation typical of the region. Introverted and lonely, Kris soon discovered his distaste for the popular culture of American life, feeling more connected to a distant and mysterious world, where the grotesque is an element of beauty and art is a means of atonement, a channel that exposes men to the awareness of their mistakes. In personal reflection, the artist feels that much of mankind seems to be guided only by greed and materialism.
His sculptures are assemblages of different materials and objects which man surrounds himself during his life: dolls, pipes and cables, mechanical parts, toy animals, a wonderfully intricate palimpsest, a macabre mixture of romantic and apocalyptic imagery.
The works speak of a timelessness state in which we seek to achieve eternity, but we remain imprisoned into the stillness of death and eternal sleep. Man spends his life wrapped in an arcane paradox: on one hand he fears death, because it drops in upon us without mercy. On the other hand, there is a need to appeal to it in order to provide a sense of security.

Nato nel Missouri e cresciuto in Kansas, Kris Kuksi ha trascorso la sua giovinezza immerso in un isolamento rurale tipico della regione. Introverso e solitario, Kris ha presto scoperto la sua avversione per la cultura popolare della vita americana, sentendosi più legato ad un mondo misterioso e lontano, in cui il grottesco è un elemento di bellezza e l’arte è un mezzo di espiazione, un canale che aiuta gli uomini a rendersi conto dei loro errori. La riflessione personale dell’artista riguarda il genere umano, che oggi sembra essere guidato solo dall’avidità e dal materialismo.
Le sue sculture sono assemblaggi di diversi materiali ed oggetti di cui l’uomo si circonda nel corso della sua vita: bambole, tubi e cavi, parti meccaniche, animali giocattolo, un palinsesto meravigliosamente intricato, un macabro miscuglio di immaginario romantico e apocalittico. Le opere parlano di una condizione atemporale in cui si cerca di raggiungere l’eternità, rimanendo però imprigionati nel silenzio della morte e del sonno eterno. L’uomo trascorre la sua vita avviluppato in un arcano paradosso: da una parte egli teme la morte, perché essa cade su di noi senza pietà. Dall’altra parte, però, l’uomo non può fare a meno di appellarsi ad essa, al fine di fornire un senso alla propria vita.

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Comments (1)

  • Simon scrive:

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