THE ANIMAL SIDE – ALICE PADOVANI

“I preserve my animal side. I bring it on my head as majestic horns, to remind that I am the beast of which I feed: the wounded, mutilated animal, hung as a trophy”.

“Preservo la mia parte animale. La porto sulla testa come corna maestose per ricordare che sono la bestia di cui mi nutro: l’animale ferito, mutilato, appeso come un trofeo”. (Alice Padovani)

Alice Padovani

Detail of La parte animale M by Alice Padovani

A thin black line, rough and irregular, outlines the profile of young women. Bare shoulders, long and snowy neck. the hair, black and smooth, is collected in a simple way, or has a masculine cut that leaves the nape uncovered. By the head of the girls horns emerge, majestic.
With a minimalist line, sometimes frizz and sandy, Alice Padovani gives a shape to her conscience, portraying it with a face like a creature halfway between the human and the animal world. The artist feels the need to question her feelings, her innermost and visceral instincts. She infers that these instincts are the voice of an atavistic consciousness, deeply rooted in every man. Today slave to strict codes of behavior and thought, man, in a primordial age, was very similar to the beasts: impetuous, moved only by instincts. These modern nymphs preserve their animal side, showing it off on the head, as a glorious trophy. With a seraphic smile and a proud look, the tranquillity and the restlessness to say: “I am an animal, I am a beast. Nature resists inside me”.

Una sottile linea nera, ruvida ed irregolare, delinea il profilo di giovani donne. Le spalle scoperte, il collo lungo e candido. I capelli se ne stanno raccolti in modo semplice, neri e lisci, o hanno un taglio mascolino che lascia scoperta la nuca. Dal capo delle fanciulle spuntano, maestose, delle corna.
Con un tratto minimalista, a tratti crespo e sabbioso, Alice Padovani conferisce una forma alla sua coscienza, ritraendola con il volto di una creatura a metà tra il mondo umano ed il mondo animale. L’artista sente la necessità di interrogare le proprie sensazioni, gli istinti più reconditi e viscerali, giungendo alla conclusione che questi sono la voce di una coscienza atavica, profondamente radicata in ogni uomo. Oggi schiavo di rigidi codici comportamentali e di pensiero, l’uomo, in un’epoca primordiale, era del tutto simile alle bestie: irruento, mosso solo dai suoi istinti.
Queste ninfe moderne preservano la loro parte animale, facendone sfoggio sul capo, come un magnifico trofeo. Il sorriso serafico e lo sguardo orgoglioso, e nell’animo la tranquillità e l’inquietudine di poter dire: “Io sono una bestia, io sono una fiera. La natura resiste dentro di me”.

 

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Comments (2)

  • cinzia scrive:

    Belle. Queste sono le vere anime delle donne da sempre costrette a lottare per essere tali.

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